Datura – Stramonio – Datura stramonium
Lo stramonio, chiamato anche datura, erba del diavolo o noce spinosa, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Solanaceae. È una pianta fortemente velenosa in tutte le sue parti, soprattutto per la presenza di alcaloidi tropanici.
Cresce spesso nei terreni incolti, ai margini delle strade, nei campi, negli orti abbandonati e nelle zone ruderali. Può raggiungere circa 50–150 cm di altezza.
Descrizione della pianta
La pianta presenta un fusto robusto, eretto e molto ramificato, generalmente verde ma talvolta con sfumature violacee.
I rami tendono a dividersi ripetutamente formando una pianta abbastanza larga e cespugliosa.
Un elemento molto caratteristico è la presenza contemporanea, durante l’estate, dei grandi fiori a tromba e dei frutti ricoperti di spine.
Foglie
Le foglie sono grandi, ovali, con apice appuntito e margine irregolarmente dentato o profondamente sinuoso.
Sono di colore verde scuro sulla pagina superiore e più chiare inferiormente. Le nervature sono piuttosto evidenti.
Se stropicciate possono emanare un odore forte e sgradevole; naturalmente, per riconoscere una pianta velenosa, non consiglio di manipolarla apposta.
Fiori
I fiori sono grandi e molto caratteristici, a forma di lunga tromba o imbuto.
Sono generalmente bianchi, talvolta leggermente violacei, e presentano cinque lobi appuntiti all’estremità della corolla.
Possono raggiungere diversi centimetri di lunghezza e spesso si aprono soprattutto verso sera.
Frutti e semi
Questa è una delle parti più facili da riconoscere.
Il frutto è una capsula ovoidale ricoperta da numerose spine, inizialmente verde e successivamente brunastra con la maturazione.
Quando è matura, la capsula si apre in quattro parti, mostrando all’interno moltissimi semi.
I semi sono appiattiti, reniformi, inizialmente più chiari e successivamente marrone scuro o quasi neri.
⚠️ Semi e frutti sono fortemente tossici e non devono essere ingeriti.
Radice
Lo stramonio possiede una radice principale a fittone, abbastanza robusta, dalla quale partono radici laterali più sottili.
La radice è generalmente chiara o biancastra internamente.
Anche questa parte della pianta è velenosa e non deve essere utilizzata come rimedio erboristico.
Tossicità
Lo stramonio contiene principalmente atropina, scopolamina e iosciamina, sostanze che agiscono sul sistema nervoso.
L’intossicazione può provocare secchezza della bocca, pupille dilatate, disturbi della vista, tachicardia, agitazione, confusione, delirio e allucinazioni. Nei casi più gravi possono comparire convulsioni, coma e altre complicazioni potenzialmente mortali.
Non deve essere utilizzato per tisane, decotti, tinture, fumigazioni o altre preparazioni casalinghe.
⚠️ Attenzione ai semi
Per il tuo Erbario metterei particolarmente in evidenza la capsula spinosa e i semi, perché sono elementi molto caratteristici dello stramonio.
Quando la capsula matura si apre, i numerosi semi possono cadere sul terreno e permettere alla pianta di rispuntare negli anni successivi.
Non bisogna raccoglierli né lasciarli alla portata dei bambini.
Piante simili e possibili confusioni
Quando è adulta e presenta fiori e capsule spinose, Datura stramonium è abbastanza caratteristica.
Più difficile può essere riconoscere una pianta giovane, quando non sono ancora comparsi né fiori né frutti. Per questo non bisogna identificare una pianta spontanea destinata all’uso alimentare basandosi solamente sulla forma delle foglie.
Curiosità
Lo stramonio ha una lunga storia legata alla medicina antica, alle credenze popolari e ai rituali, proprio per gli effetti delle sostanze contenute nella pianta.
Alcuni suoi principi attivi hanno avuto impieghi medici controllati, ma questo non rende sicuro l’uso della pianta: la quantità di alcaloidi può variare notevolmente e l’autopreparazione è pericolosa.
⚠️ AVVERTENZA
Lo stramonio è una pianta altamente velenosa. Questa scheda ha esclusivamente finalità informative e di riconoscimento. Non ingerire né utilizzare foglie, fiori, frutti, semi o radici. In caso di ingestione accidentale o sospetta, contattare immediatamente un Centro Antiveleni o il 112.
