Solano nero – Solanum nigrum
Il solano nero è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae, la stessa di belladonna, stramonio, pomodoro e patata. Cresce spontaneamente negli orti, nei campi, nei terreni incolti, lungo i muri e ai bordi delle strade.
Per la nostra sezione delle piante velenose è interessante soprattutto per le sue piccole bacche nere, che possono essere confuse con frutti commestibili.
Descrizione della pianta
È generalmente una pianta annuale, alta circa 20–70 cm, anche se può diventare più grande in condizioni favorevoli.
Il fusto è verde, ramificato e talvolta presenta sfumature violacee. La pianta assume spesso un aspetto piuttosto cespuglioso.
Foglie
Le foglie sono semplici, ovali o ovato-lanceolate, con apice appuntito.
Il margine può essere quasi intero oppure presentare dentature o ondulazioni irregolari.
Sono di colore verde e sostenute da un picciolo ben visibile.
Fiori
I fiori sono piccoli e generalmente riuniti in gruppetti.
La corolla è bianca, a forma di stella, con cinque lobi ripiegati all’indietro. Al centro spicca un caratteristico gruppo di antere gialle.
Ricordano molto, in piccolo, i fiori della patata e di altre Solanaceae.
Frutti e semi
I frutti sono piccole bacche sferiche.
All’inizio sono verdi e, nella forma tipica di Solanum nigrum, diventano nere e lucide a maturazione.
All’interno della polpa si trovano numerosi piccoli semi appiattiti, giallastri o bruno-giallastri.
⚠️ Per il nostro Erbario consiglierei di considerarli non destinati al consumo: nel gruppo Solanum nigrum esistono specie e forme molto simili e il contenuto di glicoalcaloidi varia anche con lo stadio di maturazione.
I frutti sono piccole bacche quasi sferiche, normalmente nere o nero-violacee a maturazione. All’interno contengono numerosi semi molto piccoli, appiattiti, giallastri o bruno-giallastri; Kew li descrive lunghi circa 1,7–2,4 mm.
Radici
Il solano nero sviluppa un apparato radicale costituito da una radice principale ramificata, accompagnata da numerose radici laterali più sottili.
Non possiede la grande radice carnosa caratteristica di altre piante velenose che abbiamo visto.
Tossicità
La pianta contiene glicoalcaloidi, soprattutto nelle parti verdi e nei frutti immaturi.
L’ingestione di materiale ricco di questi composti può provocare nausea, vomito, dolori addominali e diarrea; nelle intossicazioni importanti possono comparire anche disturbi neurologici.
Qui farei però una precisazione importante: il solano nero non va presentato come velenoso allo stesso livello di belladonna, aconito o ricino. Alcune popolazioni utilizzano i frutti completamente maturi o parti della pianta come alimento dopo preparazioni tradizionali specifiche. Per il nostro sito, però, la scelta più sicura è sconsigliarne la raccolta alimentare spontanea, soprattutto per il rischio di identificazione errata.
Piante simili e possibili confusioni
La confusione più importante è con altre specie del genere Solanum e, per una persona inesperta, anche con altre piante che producono piccole bacche scure.
La belladonna (Atropa belladonna) produce bacche nere molto più grandi, generalmente singole, circondate da un grande calice verde. Il solano nero produce invece diverse piccole bacche riunite nello stesso gruppo.
Questa differenza sarebbe molto utile da mostrare anche fotograficamente nella tua pagina.
Curiosità
Il nome Solanum nigrum fa riferimento proprio al colore nero dei frutti maturi.
È una pianta che accompagna l’uomo da moltissimo tempo e cresce facilmente nei terreni disturbati e coltivati; proprio per questo è frequente trovarla negli orti senza averla seminata.
⚠️ AVVERTENZA
Il solano nero (Solanum nigrum) contiene glicoalcaloidi, soprattutto nelle parti verdi e nei frutti immaturi. Questa scheda ha finalità informative e di riconoscimento. Non raccogliere o consumare la pianta spontanea se l’identificazione non è certa e non utilizzarla per preparazioni medicinali domestiche. In caso di ingestione accidentale con sintomi, contattare un Centro Antiveleni o il 112.
