Aconito napello
Aconitum napellus
L’aconito napello è una delle piante velenose più conosciute delle zone montane europee. Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae ed è una pianta erbacea perenne che può raggiungere circa 50–150 cm di altezza.
Cresce soprattutto nei prati freschi e umidi di montagna, ai margini dei boschi, lungo i ruscelli e nei pascoli alpini. È una pianta molto bella e appariscente, proprio per questo è importante imparare a riconoscerla.
Descrizione della pianta
L’aconito nasce da una radice tuberosa, scura all’esterno e più chiara internamente. Dal terreno si sviluppa un fusto eretto, robusto e generalmente poco ramificato.
Durante l’estate, nella parte superiore del fusto, compaiono numerosi fiori di un intenso colore blu-violaceo, raccolti in grappoli allungati. La particolare forma dei fiori rende l’aconito abbastanza facile da riconoscere quando è in piena fioritura.
Foglie
Le foglie sono verde scuro, lucide e profondamente incise. Sono divise in diversi segmenti stretti che, a loro volta, presentano ulteriori incisioni.
Le foglie inferiori sono più grandi e provviste di un lungo picciolo; salendo lungo il fusto diventano progressivamente più piccole.
Anche le foglie contengono sostanze tossiche: non devono essere assaggiate né utilizzate per preparazioni casalinghe.
Fiori
I fiori sono la caratteristica più evidente dell’aconito. Hanno generalmente un colore che varia dal blu intenso al viola e sono riuniti in un’infiorescenza eretta.
Il petalo superiore ha una forma particolare, simile a un elmo o a un cappuccio. Proprio da questa caratteristica derivano alcuni dei nomi popolari attribuiti alla pianta.
La fioritura avviene generalmente durante l’estate, soprattutto tra giugno e settembre, con variazioni dovute all’altitudine e al clima.
Frutti e semi
Dopo la fioritura si formano piccoli frutti secchi chiamati follicoli, che a maturazione si aprono liberando numerosi semi.
Anche semi e frutti devono essere considerati velenosi.
☠️ Tossicità
L’aconito napello è una pianta estremamente tossica. Tutta la pianta contiene alcaloidi velenosi, tra i quali il più noto è l’aconitina.
La concentrazione può variare nelle diverse parti della pianta, ma nessuna parte deve essere considerata sicura per l’uso domestico. Anche la radice è particolarmente pericolosa.
L’avvelenamento può provocare formicolii e intorpidimento, nausea, vomito, debolezza, alterazioni della pressione e soprattutto gravi disturbi del ritmo cardiaco. Nei casi più seri può essere fatale.
Per questo motivo l’aconito non deve essere utilizzato per tisane, decotti, tinture o altri rimedi preparati in casa.
Attenzione durante la raccolta
quando si incontra un aconito, la cosa migliore è osservarlo e lasciarlo dov’è.
È inoltre prudente evitare di maneggiarlo inutilmente e, se lo si tocca, lavarsi accuratamente le mani prima di mangiare o toccarsi occhi e bocca.
Piante simili e possibili confusioni
Quando è fiorito, l’aconito è abbastanza caratteristico grazie ai suoi fiori blu-violacei a forma di elmo.
Il rischio di errore aumenta invece prima della fioritura, quando si osservano soprattutto le foglie. In alcune zone europee sono stati segnalati scambi con piante commestibili raccolte allo stato giovane.
Per questo motivo una pianta spontanea destinata all’alimentazione non dovrebbe mai essere raccolta basandosi soltanto sulla somiglianza delle foglie.
