Arum italicum – Gigaro

 

L’Arum italicum, comunemente chiamato gigaro, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Araceae. È una pianta molto particolare: durante l’anno cambia notevolmente aspetto e, quando i frutti maturano, produce una vistosa spiga di bacche rosso-arancioni.

In Italia è abbastanza comune e cresce soprattutto in boschi, siepi, scarpate, luoghi ombrosi e terreni freschi e umidi.

 

Descrizione della pianta

 

Il gigaro nasce da un organo sotterraneo tuberoso. Le foglie possono comparire già in autunno o durante l’inverno e formano dei ciuffi che emergono direttamente dal terreno.

In primavera compare l’infiorescenza, molto caratteristica. Successivamente le foglie possono scomparire e rimane lo stelo con i frutti, che durante l’estate diventano di un intenso colore rosso-arancio.

Questa trasformazione fa sì che la pianta possa sembrare molto diversa a seconda della stagione.

Foglie

Le foglie sono grandi, lucide e generalmente a forma di freccia, con due lobi evidenti alla base.

Sono di colore verde e nell’Arum italicum presentano spesso venature più chiare, biancastre o argentate, che possono formare un disegno molto evidente sulla superficie.

⚠️ Anche le foglie sono tossiche e non devono essere utilizzate come verdura spontanea.

 

Fiori

 

Quello che a prima vista sembra un unico grande fiore è in realtà una particolare infiorescenza.

 

È formata da una grande brattea chiara, chiamata spata, che avvolge una struttura centrale carnosa chiamata spadice, generalmente di colore giallastro.

I veri fiori sono molto piccoli e si trovano alla base dello spadice.

Frutti

Dopo la fioritura si sviluppa una spiga molto appariscente di frutti sferici.

Inizialmente sono verdi; maturando diventano rosso-arancioni brillanti. Quando le foglie sono ormai scomparse, può rimanere soltanto questa spiga colorata che emerge dal terreno.

È probabilmente la parte della pianta che richiede maggiore attenzione, soprattutto in presenza di bambini.

Tossicità

Tutta la pianta è tossica se ingerita.

I tessuti del gigaro contengono, fra le altre sostanze irritanti, cristalli di ossalato di calcio. La masticazione può provocare rapidamente forte bruciore e irritazione di bocca e gola, dolore e gonfiore, oltre a disturbi gastrointestinali.

La presenza dei frutti colorati aumenta il rischio di ingestione accidentale.

Attenzione durante la raccolta

Il gigaro non deve essere raccolto per uso alimentare o per preparazioni erboristiche casalinghe.

Il contatto con la linfa può risultare irritante per alcune persone; è quindi prudente evitare di maneggiare inutilmente la pianta e lavarsi bene le mani dopo un contatto.

Piante simili e possibili confusioni

Questa è una parte che metterei molto in evidenza nella tua scheda.

Quando non sono presenti né fiori né frutti, le giovani foglie possono essere confuse da raccoglitori inesperti con quelle di alcune verdure spontanee.

Un particolare utile per riconoscere Arum italicum è la tipica foglia a punta di freccia, spesso attraversata da evidenti venature chiare.

Non bisogna però identificare una pianta destinata al consumo basandosi soltanto su questo carattere.

Curiosità

Il sistema di impollinazione del gigaro è davvero curioso. L’infiorescenza può attirare piccoli insetti che entrano nella spata e contribuiscono al trasporto del polline prima di riuscire a uscire.

In passato alcune parti del genere Arum sono state utilizzate dopo complessi trattamenti, ma questi usi storici non rendono la pianta sicura e non devono essere riprodotti in casa.

⚠️ AVVERTENZA
Il gigaro è una pianta tossica e irritante. Questa scheda ha esclusivamente finalità informative e di riconoscimento. Non utilizzare foglie, tubero, frutti o altre parti della pianta per preparazioni alimentari o rimedi casalinghi. In caso di ingestione accidentale, soprattutto dei frutti, contattare un Centro Antiveleni o un medico.