Edera – Hedera helix
L’edera comune è una pianta sempreverde rampicante appartenente alla famiglia delle Araliaceae. È molto diffusa nei boschi, sulle rocce, sui muri e sui tronchi degli alberi. Può vivere per moltissimi anni e, grazie alle sue radici aderenti, può arrampicarsi anche per parecchi metri.
È una pianta che conosciamo bene, ma è importante inserirla tra le piante velenose perché soprattutto i frutti non devono essere ingeriti.
Descrizione della pianta
L’edera possiede lunghi fusti legnosi che possono strisciare sul terreno oppure arrampicarsi su alberi e muri.
Dai giovani rami rampicanti si sviluppano numerose piccole radici avventizie, che servono esclusivamente ad ancorare la pianta al sostegno.
Una particolarità molto interessante è che i rami giovani e quelli adulti fioriferi hanno foglie di forma diversa.
Foglie
Sui rami giovani e rampicanti le foglie sono generalmente palmate, con 3–5 lobi, coriacee e di colore verde scuro, spesso attraversate da nervature più chiare.
Sui rami adulti che producono fiori e frutti, invece, le foglie diventano intere, ovali o romboidali e prive dei caratteristici lobi.
Fiori
I fiori sono piccoli, giallo-verdastri, riuniti in caratteristiche ombrelle tondeggianti.
La fioritura avviene piuttosto tardi, generalmente tra la fine dell’estate e l’autunno.
I fiori sono ricchi di nettare e rappresentano una preziosa fonte di alimento per api e altri insetti impollinatori proprio in un periodo in cui molte altre piante hanno già terminato la fioritura.
Frutti e semi
I frutti sono piccole drupe carnose e tondeggianti, riunite in gruppi. Inizialmente sono verdi e, maturando durante l’inverno e la primavera successiva, diventano blu-nerastre o quasi nere.
Ogni frutto contiene alcuni semi.
⚠️ I frutti dell’edera sono tossici per l’uomo e non devono essere mangiati.
Gli uccelli, invece, possono nutrirsene e contribuiscono alla dispersione dei semi.
Radici
L’edera presenta due tipi di radici.
Nel terreno sviluppa le vere radici, che assorbono acqua e sostanze nutritive.
Sui fusti rampicanti produce invece numerosissime radichette avventizie, corte e fitte, che permettono alla pianta di aderire alla corteccia degli alberi, alle rocce e ai muri.
Queste radichette non succhiano la linfa dell’albero: l’edera utilizza il tronco principalmente come sostegno.
Tossicità
L’edera contiene diverse sostanze, tra cui saponine triterpeniche. L’ingestione, soprattutto dei frutti, può provocare nausea, vomito, dolori addominali e diarrea.
La linfa e le foglie possono inoltre provocare irritazioni cutanee o dermatiti da contatto nelle persone sensibili.
Questo non significa che i medicinali autorizzati contenenti estratti standardizzati di foglie d’edera siano equivalenti all’utilizzo domestico della pianta: concentrazione e preparazione sono controllate.
Per la nostra sezione delle piante velenose, quindi, non consiglierei preparazioni casalinghe.
Piante simili e possibili confusioni
L’edera adulta è generalmente facile da riconoscere, soprattutto quando ricopre muri e tronchi.
La caratteristica più particolare rimane il cambiamento delle foglie: lobate sui rami giovani rampicanti e intere sui rami adulti fioriferi.
Curiosità
L’edera non è un parassita dell’albero sul quale cresce. Non introduce le proprie radici nei tessuti dell’albero per sottrargli nutrimento.
Un’edera molto sviluppata può però diventare pesante e creare competizione per luce e spazio, soprattutto su alberi già deboli.
È inoltre una pianta ecologicamente importante: offre nettare agli insetti in autunno, frutti agli uccelli e rifugio a numerosi piccoli animali.
⚠️ AVVERTENZA
L’edera non deve essere utilizzata liberamente come rimedio domestico. I frutti non sono commestibili e l’ingestione di parti della pianta può provocare intossicazione. Questa scheda ha esclusivamente finalità informative e di riconoscimento. In caso di ingestione accidentale importante o comparsa di sintomi, contattare un Centro Antiveleni o il 112.
