Oleandro – Nerium oleander
L’oleandro è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. È molto coltivato nei giardini e lungo le strade per i suoi splendidi fiori, ma è anche una delle piante ornamentali più velenose: tutte le sue parti contengono sostanze tossiche per il cuore.
Descrizione della pianta
È un arbusto sempreverde molto ramificato, che può raggiungere diversi metri di altezza e talvolta assumere l’aspetto di un piccolo albero.
I rami giovani sono verdi e flessibili, mentre quelli più vecchi diventano grigio-brunastri e legnosi.
È molto resistente al caldo e alla siccità ed è diffusissimo come pianta ornamentale.
Foglie
Le foglie sono lunghe, strette e lanceolate, coriacee e di colore verde scuro.
Presentano una nervatura centrale molto evidente e numerose nervature secondarie. Sono generalmente disposte opposte oppure in gruppi di tre lungo il ramo.
Rimangono sulla pianta durante tutto l’anno.
Fiori
I fiori sono grandi e appariscenti, riuniti in gruppi nella parte terminale dei rami.
La forma spontanea presenta soprattutto fiori rosa, ma le varietà coltivate possono essere bianche, rosse, rosa intenso, salmone o giallastre.
La corolla presenta cinque lobi e la fioritura può proseguire per gran parte dell’estate.
Frutti e semi
Il frutto è molto caratteristico: è formato generalmente da due lunghi follicoli stretti, simili a baccelli.
Inizialmente sono verdi e successivamente diventano bruni e secchi.
A maturità si aprono longitudinalmente liberando numerosi semi.
Ogni seme possiede un caratteristico ciuffo di peli, che permette al vento di trasportarlo lontano dalla pianta.
Anche frutti e semi sono velenosi.
Il frutto è formato da due lunghi follicoli che, maturando, diventano bruni e si aprono longitudinalmente. All’interno ci sono moltissimi semi allungati provvisti di un ciuffo di peli, che permette loro di essere trasportati dal vento.
Radici
L’oleandro sviluppa un apparato radicale robusto e molto ramificato, che gli consente di resistere anche in terreni relativamente asciutti.
Anche le radici contengono sostanze tossiche e non devono essere utilizzate per preparazioni domestiche.
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Tossicità
L’oleandro contiene glicosidi cardiaci, tra cui l’oleandrina.
L’ingestione può provocare nausea, vomito, dolori addominali, debolezza, vertigini e soprattutto alterazioni del ritmo cardiaco. Un’intossicazione importante può essere molto grave e richiede assistenza medica urgente.
Per questo nessuna parte della pianta deve essere utilizzata per tisane, decotti o rimedi casalinghi.
Attenzione durante la raccolta
Osservare e fotografare, non da raccogliere per uso medicinale.
La normale manutenzione di un oleandro ornamentale va fatta con prudenza, preferibilmente con guanti, soprattutto quando si tagliano i rami, perché la linfa può risultare irritante.
Dopo la potatura è bene lavarsi accuratamente le mani.
Piante simili e possibili confusioni
Quando è fiorito l’oleandro è piuttosto facile da riconoscere.
Quando invece sono presenti soltanto le foglie, bisogna osservare l’insieme delle caratteristiche: foglie lunghe e coriacee, nervatura centrale marcata e disposizione opposta o in verticilli di tre.
Curiosità
Il nome del genere Nerium è molto antico ed è probabilmente collegato alla predilezione della pianta spontanea per luoghi vicini all’acqua, come torrenti e corsi d’acqua delle regioni mediterranee.
Una curiosità importante per la nostra pagina: non bisogna bruciare rami e foglie di oleandro per cucinare o arrostire alimenti. Il fatto che una pianta sia secca o bruciata non la rende adatta all’uso alimentare.
⚠️ AVVERTENZA
L’oleandro (Nerium oleander) è velenoso in tutte le sue parti e contiene sostanze che possono interferire con l’attività cardiaca. Questa scheda ha esclusivamente finalità informative e di riconoscimento. Non ingerire né utilizzare foglie, fiori, frutti, semi, rami o radici per preparazioni domestiche. In caso di ingestione accidentale, contattare immediatamente un Centro Antiveleni o il 112.
